Raffaele Stancanelli è Sindaco di Catania e questa città è nuovamente governata dal centro-destra.
Sono state soprattutto le periferie, e in particolare Librino, a scegliere questa giunta e questo Sindaco per Catania.
I
risultati delle elezioni
nella IX e nella X circoscrizione sono impressionanti. Nella IX
Circoscrizione, ad esempio, per trovare un partito di centro-sinistra,
bisogna scendere al
7° posto per ordine di voti di
lista e, nella stessa circoscrizione, in una classifica dei primi 20
consiglieri più votati non figura alcun candidato di centro-sinistra.
Stancanelli, come Scapagnini, è un
uomo scelto dai partiti
che dovrà obbedire agli uomini di partito (gli stessi della passata
amministrazioni) ma soprattutto dovrà obbedire (come la passata
amministrazione) agli uomini di
Raffaele Lombardo. Il nuovo
imperatore siciliano,
ex-vice sindaco di Catania ed ex presidente della provincia di Catania,
non ha mancato di far sapere che la vittoria siciliana del
centro-destra è merito suo e non mancherà di far pesare questa sua
personale vittoria nelle scelte del consiglio comunale catanese.
Proprio la periferia Sud, che probabilmente
sotto la Giunta Scapagnini ha pagato il prezzo maggiore
della cattiva gestione di Catania, sembra aver voluto dunque metterci
tutti i mezzi per ripetere l'esperienza della scorsa amministrazione.
Credo che anche in questa scelta abbiano pesato fondamentalmente 2 elementi:
1- Il fortissimo radicamento dei partiti del centrodestra nelle
periferie. Non voglio entrare, in questo momento, nel merito di come
questi partiti siano radicati nel territorio (
vedi inchiesta di Exit-La7) ma è certo che
la stragrande maggioranza degli abitanti della periferia Sud vota il consigliere di quartiere X che conosce direttamente perchè gestisce il patronato Y e vota anche il consigliere comunale e il candidato sindaco che gli viene indicato: "
Picchì X è n'amicu di cui si pò fari usu".
2 - L'assenza del centrosinistra nei territori della periferia.
Paradossalmente il centrosinistra è sparito proprio nei quartieri in
cui la politica a cui si ispira dovrebbe trovare orecchie più
sensibili. Eppure, al di là delle proposte teoriche, il centrosinistra
non è presente
praticamente nel
territorio da tempi lontani, non ha combattuto, accanto alla periferia,
nessuna delle battaglie importanti dei quartieri popolari, non non ha
proposto e non si è proposto come
punto di legame tra le istanze dei cittadini e le istituzioni.
Se il centrosinistra vorrà riconquistare le periferie (e non sarà semplice) dovrà ricominciare proprio da questi quartieri
ponendosi non solo all'ascolto
(come spesso si sente dire in questi giorni) ma avendo anche la
capacità di essere propositivo e vicino ai problemi concreti dei suoi
abitanti i quali hanno si bisogno di essere ascoltati ma hanno anche
bisogno di aver risolti i loro problemi.